
Patrizia Bisi

DAIMON
Premio Rapallo Carige, Premio Città di Bari
Storia di una giovane musicista, da bambina prodigio a paziente psichiatrica a pianista di jazz.
Diletta è la figlia «speciale» di Betty O’Leary, un’americana fashion designer, e del Maestro Enrico Lanzetti, un concertista che sogna di vedere sul palcoscenico la sua bimba prodigio. A tre anni Diletta seduta sulle gambe di suo padre suona il piano come un angelo, ma all’asilo si distingue nel lancio di coltelli in sala mensa. E’ l’inizio del suo percorso tra specialisti, diagnosi, farmaci e trattamenti psichiatrici. Mentre nella sua mente prende forma un mondo «altro», affollato di suoni e di fantastiche presenze. A tredici anni Diletta suona deviando selvaggia da ogni partitura, un demone ballerino la dirige. Invece che al Conservatorio, entra in un istituto psichiatrico.
Le ci vorrà tempo, e l’aiuto dei suoi amici del cuore Bea e Leo, per capire che non si può guarire da se stessi. A ventun anni Diletta fugge a New York. Incalzata dal suo demone ricomincia a suonare, in metropolitana, in un piano bar, in un jazz club. Suona la sua musica, la musica dell'anima. Ma c’è l’ombra di un indicibile segreto familiare che ancora la insegue.
Una narrazione originale, coinvolgente, di straordinaria forza emotiva. Dove l’elemento fantastico scivola nella dimensione reale rendendo sottile il confine tra realtà e illusione, tra normalità e follia.
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Giovanni Tesio (La Stampa)
«Tra crudeltà e ironia, sapiente penna appuntita che non lascia spazio a incertezze o sbavature.»
Isabella Bossi Fedrigotti (Corriere della sera
«Patrizia Bisi narra una dimensione di vita intimamente complessa al ritmo di una favola, con una dolcezza artistica e una delicatezza nell'approccio alla psicologia dell'anima davvero ammirevoli. »
Maria Grazia Sirna (Gazzetta del Sud)
Elisabetta Mondello (Liberazione)
«Con ansietà, proprio come la pseudo malata il suo giocondo e violento nanetto, mi sono sorpreso ad attenderli, gustando l'ebbrezza del demone mentre sconvolge, ballando, la pagina, denudando le piccole certezze nel mare tempestoso, nel fluire delle apparenze della vita, dentro le sostanze e le anime.»
Fabio Pierangeli (Una luce particolare, non so come descriverla)